BENVENUTI A LIVORNO



Le origini della città sono antiche ma il porto fu costruito sotto Cosimo I, Granduca di Toscana che per assicurarsi uno sbocco al mare incaricò il maeatro del Rinascimento Bernardo Buontalenti del progetto di una nuova città fortificata intorno al nucleo originario dell'abitato labronico, con un imponente sistema di fossati e bastioni.
Tramontato il dominio di Pisa con l'insabbiamento del suo porto, i Medici decretarono l'ampliamento di Livorno, trasformando un piccolo villaggio in un punto di riferimento per la navigazione e per gli scambi internazionali. Livorno divenne così un rilevante centro economico animato da mercanti provenienti da qualsivoglia Nazione, che le conferirono i caratteri di città cosmopolita per eccellenza, anche durante il successivo dominio lorenese. Ma quello che segnò definitivamente il destino di Livorno fu la sua proclamazione come porto franco e l'emanazione delle cosìddette "Leggi Livornine" tra il 1591 ed il 1593 che garantivano una serie di privilegi con cui si invitavano nella nuova città mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Greci, Todeschi et Italiani, Hebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani et altri, con le garanzie di libertà religiosa , amnistia e protezione dall'.inquisizione , pur essendo rivolto a tutti i mercanti stranieri, era diretto soprattutto agli sefarditi, espulsi dalla penisola iberica alla fine del secolo precedente. Grazie alle concessioni granducali la comunità ebraica aumentò in maniera esponenziale.
Nel complesso la popolazione di Livorno passò dai 900 abitanti del 1592 ai circa 5.000 circa del 1609 Nel Settecento, sotto la dinastia dei Lorena fu favorita l'espansione dell'abitato oltre il fosso circondario , la città si allarga allontanandosi dalle fortificazioni verso la periferia ,in questo periodo si assiste ad una notevole ripresa del commercio, delle arti in genere.
Nel 1861 Livorno contava circa 95.000 abitanti, ma negli anni successivi la città vide arrestare l'incremento demografico che aveva caratterizzato il periodo precedente. La causa è da ricercare nel disastroso stato sociale in cui era precipita al momento dell'unificazione; il commercio di deposito, che aveva fatto la fortuna di Livorno durante il Granducato, era in declino, mentre le industrie erano poche e a gestione familiare. Inoltre, nel 1865 venne approvato il provvedimento del ministro Quintino Sella (reso operante dal 1868), che aboliva i privilegi e le franchigie che ancora vigevano a Livorno, Ancona e Messina. L'approvazione della legge suscitò diverse reazioni. Si riteneva che l'abolizione del porto franco avrebbe causato la chiusura delle piccole industrie manifatturiere, che fino ad allora avevano ottenuto vantaggi dal regime doganale per l'acquisto delle materie prime e per l'esportazione delle merci finite; si lamentava inoltre la perdita di valore dei magazzini ubicati all'interno della città.
Un evento importante per la storia della città fu l'istituzione dell'Accademia Navale ,Il complesso, inaugurato il 6 novembre 1881, andò ad occupare l'area del vecchio Lazzaretto di San Jacopo, estendendosi poi su quella dell'adiacente Lazzaretto di San Leopoldo.
Livorno fu duramente colpita dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, che, assieme alla ricostruzione, cancellarono parte delle sue principali vestigia, conferendole un aspetto moderno. La Venezia Nuova, chiamato così per i canali e ponti che la attraversano, è l'unico quartiere del centro cittadino di Livorno che, dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, abbia conservato gran parte dei suoi gioielli storici ed architettonici, quali numerose chiese e palazzi. Rappresenta il vero centro storico della città, pur non coincidendo col nucleo originario della Livorno medicea.

 
 
Mappa di Livorno all'inizio del Settecento: la carta, pur con diverse imprecisioni, mostra il molo di Cosimo e, nella parte inferiore, l'accrescimento della Venezia Nuova.